Informazioni su Irène Poetschke
Irène Poetschke ci offre con forza le immagini nate dal suo inconscio e dalla sua immaginazione stravagante
Percorso
Nata nel 2001, Irène trascorre la prima infanzia in Zimbabwe prima di partire per l’Isola Mauritius per 4 anni. Successivamente, dopo un breve soggiorno in Francia, seguono 3 anni in Romania e 3 anni in Mauritania. Nel 2019 torna in Francia per proseguire gli studi in un contesto che diventerà ben presto quello degli anni del Covid, segnando una rottura con il suo percorso di viaggiatrice.
Fin da bambina, Irène ha sempre amato creare, sia attraverso il disegno, il mosaico sia la ceramica. Molto versatile e dotata di una grande immaginazione, fin da giovane aveva una visione piuttosto precisa dell’estetica, dei colori e delle forme.
Negli ultimi 4 anni ha sperimentato numerose tecniche artistiche per scoprire ciò che le piace e costruire il proprio stile. È nel settembre 2022 che decide di dedicarsi a tempo pieno alla pittura.
Ispirazione e percorso artistico
Le sue opere sono la trasposizione di immagini nate dal suo inconscio.
Nonostante abbia solo 24 anni, Irène ci conduce in un viaggio attraverso il suo universo artistico misterioso e affascinante: dipinge una bellezza al contempo inquietante e introspettiva, catturando l’essenza complessa dell’esperienza femminile.
Le sue opere sono la trasposizione di immagini nate dal suo inconscio e dai suoi sogni, spesso ispirate a visioni notturne che successivamente trasferisce sulla tela o sul legno.
Queste immagini, nate spontaneamente, prendono forma attraverso dipinti avvolgenti e onirici in un universo surrealista ricco di simboli.
Se la dualità della femminilità, oscillante tra forza e fragilità, è centrale nella sua arte, Irène cerca anche di esplorare temi come l’isolamento personale e sociale, le relazioni, la violenza, la dissociazione mentale, la resilienza e la realtà di essere una donna nel mondo contemporaneo.
I suoi quadri sono un invito all’introspezione, che utilizza elementi metaforici per tracciare un percorso di evoluzione personale: dopo una prima serie tormentata e rivolta
alla violenza e all’isolamento, intitolata « Jeu de dame » (2022-2023), le sue pitture si sono liberate con la serie "Sortir du chaos" (2024), simbolo della rottura con il vecchio mondo, della speranza e dell’apertura. Oggi, l’attuale serie « Maison Rose » (2025-2026) mostra un’ulteriore tappa di questo percorso verso la resilienza, la rinascita e la luce.
Ma al di là di questo dialogo interiore, Irène aspira a creare un legame con lo spettatore, lasciandolo libero di interpretare le sue opere in base alle proprie sensazioni ed esperienze, al fine di suscitare una presa di coscienza delle proprie domande e fragilità.
Tecniche :
La tecnica che utilizza principalmente è l’olio su tela o su legno, ma ama anche aggiungere dell’argilla dipinta e ricoperta di resina, incollata sulla tela, che accentua l’effetto tridimensionale e fa uscire la pittura dalla cornice.
Principali mostre :
6-29 novembre 2026 (prevista) : Esposizione all’Arsenal di Venezia, in qualità di una delle finaliste del concorso internazionale Arte Laguna Prize 2025.
Gennaio 2026 : Mostra collettiva « Masterpiece » con « Le Cercle des artistes », Parigi 9e (sede privata).
Aprile-giugno 2025 : Mostra personale « Irène Poetschke », Galerie Rouan, Parigi 3e.
Nov-dic 2024 : Mostra personale « Sortir du chaos », galleria Dohyang Lee, Parigi 3e.
Ottobre 2024 : Mostra collettiva « La Villa 2 » con « le Cercle des artistes », galleria Joseph, Parigi 3e.
Aprile 2024 : Mostra collettiva « La Villa 1 » con « le Cercle des artistes », spazio Thorigny, Parigi 3e.
Giugno 2023 : Mostra collettiva a Londra Shoreditch con Holyartgallery.
Maggio 2023 : Mostra personale « Jeu de dame » all’Atelier René, Parigi 11e.
Gennaio 2023 : Mostra collettiva « Féminescence » a Montreuil, organizzata da 8 studentesse dell’ICART, specializzazione Mercato dell’arte.
"Nell’oscurità della mia arte si esprime un isolamento,
prigioniero di molteplici forme, abbraccia ogni aspetto di me.
Incatenato dal mondo, da questa società oppressiva,
nella mia mente tormentata, nelle mie azioni, nelle mie relazioni, si manifesta.
L’arte, la mia liberazione, un’eco di fronte a questa prigionia percepita,
rivelatrice di ciò che porto dentro, un fardello invisibile.
Osservando l’evoluzione della mia arte, avviene una metamorfosi:
dalle quattro mura emerge una porta, delle scale, un’uscita.
Lasciando spazio al vuoto, un’apertura verso l’ignoto,
si delinea un paesaggio, tinto di blu, l’eco di ciò che è diventato.
Nonostante il vuoto persistente, si delinea una trasformazione sottile,
come nella vita, dove il nulla si riempie di un’essenza divina.
La stanza si restringe, cedendo il passo a un nuovo mondo in espansione,
la mia arte diventa il riflesso di una liberazione, una fuga."
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